Contro le proscrizioni dei libri!

Una serie di link che descrivono la situazione:

Quaderno di un bibliotecario

Wu Ming Foundation/Giap

Carmillaonline

Lipperatura

Sono tutti siti/blog che hanno un grande seguito, per cui il mio contributo non potrà che essere modesto, e tuttavia, come mi ha scritto proprio ieri Piotta, bisogna far le cose anche solo per salvaguardare la propria coscienza.

Sono senza parole: proibire alle biblioteche pubbliche di esporre dei libri? E’ una cosa inconcepibile. Sono stata educata ad accettare che gli altri esprimano la loro opinione in piena libertà, anche quando dicono cose sulle quali non sono d’accordo, anche quando – mi si perdoni il termine – ritengo che sparino soltanto stronzate senza capo né coda. Non sempre questo modo di fare viene applicato a me, ma questa mi sembra un’ottima ragione perché io stesso lo applichi, invece, sempre.

E, allo stesso modo, proprio il fatto che io abbia contestato qualcosa di scritto da Wu Ming su Giap (vedi post) o il fatto che non abbia gradito certi atteggiamenti di Bui sul topic del gruppo di King, e ancor meno gradisca la teoria di allusioni poco gentili e a volte veri e propri insulti che ho subìto dai suoi sostenitori per il solo fatto di aver detto quello che pensavo (non è permesso); proprio per il fatto che io credo che l’appello pro Battisti, che ha dato origine alla scemenza, sia una scemenza a sua volta; proprio perché io, insomma, con alcuni di costoro sono in disaccordo pressoché perenne, a maggior ragione sono assolutamente contraria a una rimozione dei loro libri dagli scaffali. Le biblioteche sono pubbliche, e il pubblico può e deve contemplare le voci di tutti. Se Mondadori ed Einaudi ci tenessero a farle tacere, sarebbero liberissimi di non pubblicarle, giacché sono aziende private, ma un’istituzione pubblica ha il dovere di rendere accessibile tutto a tutti.

A Speranzon direi, se potessi, che se ho bisogno di contestare le affermazioni di qualcuno perché ritengo di essere nel giusto, non ho certo bisogno di nasconderle, anzi, le cito e poi eventualmente le smonto con argomentazioni che ritengo valide; proibirle è un segno di paura e di consapevolezza di non poterle controbattere se non eliminandole. Inoltre Speranzon non è abbastanza furbo, evidentemente, da sapere – anche se è una considerazione di livello veramente elementare – che questa proibizione non fa altro che rivestire di una patina di suadente martirio e santità i libri che egli vorrebbe eliminare, pertanto è anche una mossa politicamente stupida.

Questa “indicazione” di Speranzon (poco importa da chi sia nata e chi l’abbia veicolata) offende non solo la libertà (la libertà, prima che un diritto, è un dovere, scriveva l’ottima Fallaci), ma anche il buon senso e l’intelligenza dei cittadini.

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in A proposito di me, Libri&dintorni, Riflessioni varie ed eventuali, Senza parole

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...