Riesumo questo blog, dopo otto mesi di silenzio dovuto alla totale mancanza di tempo per aggiornarlo, con un breve post che curiosamente riprende qualcosa dell’ultimo, datato novembre 2011. L’argomento è infatti la scuola. Credo che il post che sto per linkare sia stato ispirato dalla notizia della bocciatura di ben cinque bambini in prima elementare, che sta circolando in questi giorni.

Ecco il post, con il quale però non sono quasi per nulla d’accordo e men che meno coi commenti che seguono. Secondo me questa è una lettura viziata da pregiudizio (non mi addentro però a ipotizzare di quale natura, perché non ho gli strumenti per farlo e perché non credo sia poi così imporante).

Il caso dei bambini problematici (ma cosa significa problematico? anche mio fratello era molto problematico e di certo non aveva bisogno del sostegno; mi auguro che i bambini con deficit psicofisici abbiano ancora il sostegno) bocciati viene accostato al caso della ragazzina bocciata per le troppe assenze dovute alla morte della madre. A parte che non vedo il nesso tra le motivazioni della bocciatura di questi due esempi, beh, io penso che una bambina che ha fatto troppe assenze anche se provocate da una tragedia familiare come la perdita della mamma debba essere bocciata ugualmente. La bocciatura non è una punizione. Parlo con cognizione di causa: anch’io ho perso mio padre appena compiuti i 14 anni. E anch’io sono stata bocciata, a 16 anni, perché stavo male e non andavo a scuola, collezionando assenze e insufficienze. Sono sempre andata bene a scuola, perciò i professori mi proposero di fare uno sforzo finale, frequentare, dare le interrogazioni e salvarmi l’anno solo con un paio di debiti. Non lo dico per farmi grande, ma perché è la verità: ci pensai per 4 giorni e 4 notti e poi rifiutai il salvagente. Per me era una cosa terribile essere bocciata, ma mi chiesi come mai avrei potuto imparare qualcosa dell’anno seguente senza sapere il programma dell’anno precedente. Eppure io non sono né un’eroina né una persona dotata di intelligenza particolare o lungimiranza o chissà cosa. La bambina che ha perso la madre va bocciata per farle il grosso favore di poter recuperare quello che non sa fare. E’ un favore che le si fa, non una punizione. Perché per quanto la morte di una madre in così giovane età sia terribile, la vita continua e la bambina ha tutto il diritto che la sua vita continui nel mglior modo possibile. E  la scuola per una bambina è importantissima. Conoscete il proverbio “Medico pietoso fa piaga verminosa”? E’ proprio il caso.

Altra frase discutibile (ripresa dai commentatori) “Una scuola elitaria, siamo tornati a questo. Perchè è chiaro che andrà avanti chi è bravo certo, ma in particolar modo chi è seguito da famiglie o insegnanti per lo studio assistito.”  e la scuola sarebbe “elitaria”. Peccato che io, che a scuola ci lavoro a livello secondario, veda arrivare folle di ragazzi poco preparati, molti dei quali sono stati tante volte “salvati”, molti dei quali sarebbe stato atto d’amore e in qualche caso di pietà bocciare, per evitare che si rendessero ridicoli a livelli superiori. Sarebbe questa la scuola elitaria? sarebbe la scuola in cui tutti devono farcela (ma perché?!) e in cui ce la fanno molti di più di quelli che lo meriterebbero? un bambino qualsiasi che studi non ha bisogno dello studio assistito. Magari non andrà brillantemente (non c’è ragione per la quale tutti debbano prendere 8), ma conquisterà gli obiettivi minimi, da solo. Tra l’altro la storia per cui chi è aiutato va bene a scuola è una bufala: la maggior parte di loro resta dov’è, semplicemente perché il 90% di coloro che si fanno aiutare nei compiti e nello studio ha solo poca voglia di studiare, quindi con l’aiuto non cambia niente, visto che lo studio vicario non esiste.

Ancora: “Cosa ci sarà nel cuore di quei bambini di prima elementare bocciati? A 6 anni è anche difficile comprendere cosa mai avrai fatto perchè la mamma sia così triste, il papà arrabbiato. ” Nel cuore dei bambini bocciati non c’è nulla se non quello che ci mettono i genitori. E’ difficile che un bambino di sei anni possa attribuire da solo un valore negativo alla bocciatura, non trovate? Allora dovrebbero essere i genitori a gestire la situazione nella giusta maniera, peccato che uno dei più importanti problemi dei bambini di oggi siano i loro genitori. Sarà che, come mi viene spesso ripetuto, io non sono genitore e quindi “non posso capire”, mah…mio cugino fu bocciato in prima elementare e mia zia, sua madre, cioè, fu l’artefice di questo bel gesto: i maestri non avrebbero voluto bocciarlo per il solito buonismo imperante ormai anche presso i docenti, ma mia zia chiede se, in tutta onestà, il figlio avesse conseguito gli obiettivi minimi per la seconda, e quelli risposero di no. Così mia zia, molto saggiamente, pensò che era il caso che fosse bocciato. Perché promuovendolo i maestri lo avrebbero scaraventato in una classe dove avrebbe dovuto costruire su fondamenta inesistenti. E’ così che si accumulano le lacune che fanno venire i capelli bianchi ai prof delle superiori, e più piccoli sono più queste lacune sono profonde e radicate. E’ così difficile da capire?

Annunci

2 commenti

Archiviato in Senza categoria

2 risposte a “

  1. Elisa

    Ben detto! Io non vorrei più sentir parlare di “motivazione”, parola che ormai mi suscita attacchi di gastrite.

  2. Intanto bentornata e poi sottoscrivo molto di quello che dici. Credo anche io che la bocciatura, in molti casi, sia un’opportunità di crescita e che far passare a tutti i costi chi non ha raggiunto determinati obiettivi minimi (la sufficienza) serva solo ad ingigantire lacune che, poi, diventa difficilissimo colmare. Mia cugina è stata bocciata in seconda superiore perché era in una classe in cui si trovava malissimo e aveva perso la voglia di studiare. Con la bocciatura si è trovata in una classe molto diversa che le ha permesso di apprezzare nuovamente lo studio e tra poco farà il test di ammissione a medicina, per dire. Magari se l’avessero passata a tutti i costi adesso avrebbe deciso di smettere di studiare. La bocciatura, così come altre sconfitte della vita, va imparata ad affrontare. Ma non è preservando i ragazzi che si possono aiutare a crescere ma sostenendoli nel cammino ed aiutandoli a comprendere determinate cose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...