Empty devils (Wu Ming 1, mi manchi)

Non avrei mai creduto di riprendere il blog per scrivere di un simile argomento, ma sono molte le cose, nella vita di ognuno, cui è difficile credere ma avvengono in barba a qualsiasi convinzione.

Il tema è, di nuovo, la traduzione dell’ultimo bel libro di Stephen King, Doctor Sleep. Di nuovo c’è stato, tempo fa, un avvicendamento alla traduzione: Wu Ming 1 ha ceduto il posto al Sig Traduttore che si è cimentato in un’altra prova prima di D.S., sulla quale non ho emesso fiato. Non ho avuto praticamente alcun contatto con lui, sebbene sapessi che era presente sull’ormai famigerato gruppo di aNobii dedicato a King, che io non frequento più da tempo, ma che occasionalmente leggo. Ormai uso aNobii solo per catalogare e scrivere qualche commento. E così ho fatto, anche stavolta, con D.S.: l’ho finito in cinque giorni e ho postato il mio commento. I miei cinque lettori possono leggerlo qui:http://www.anobii.com/books/Doctor_Sleep/9788820055684/0147f4cd6dfa44e6e6/ La mia è la prima recensione, firmata Saby, che poi è un semplice diminutivo del mio nome di battesimo. Ho accluso tre considerazioni sulla traduzione a proposito di termini che proprio non mi vanno giù: “cuccuma” per indicare il bricco del caffè, “assolutamente sì” (ammesso, ma bruttissimo), e una pioggia di “manco” in luogo di neanche e altre varianti (credo che “manco” non abbia bisogno di presentazioni “diastratiche”, per così dire, specie se inserito in una frase completamente diversa come livello). Ora, a parte il fatto che sono assolutamente convinta di aver ragione su queste considerazioni linguistiche, quand’anche non lo fossi quella è la mia pagina di aNobii e penso di essere autorizzata a scrivere quel che voglio. Il sig. Traduttore si è fiondato a rispondere (com’è suo pieno diritto; potete leggere l’amabile conversazione in coda alla recensione) e io gli ho risposto a mia volta, sempre, mi sembra, con educazione, spiegando il mio punto di vista. Secondo me, e anche qui ho ragione, il vero datore di lavoro di chiunque faccia qualcosa per il pubblico è il pubblico stesso. Ho tentato di spiegarglielo col parallelo del mio mestiere (sarebbe ridicolo se io ritenessi davvero che il mio datore di lavoro è il Ministero, invece che studenti e famiglie), perché, assai banalmente, io non solo usufruisco ma pago per farlo, e se nessuno comprasse, non ci sarebbe committenza e di conseguenza niente dindini neppure per lo staff che si occupa del libro: sbaglio? Mi sento pertanto in pieno diritto di dire la mia e di fare critiche. Apriti cielo. Il risultato, come vedete dal link, è l’accusa di essere un fake e una stalker: quest’ultima folle accusa si spiega col mio riferimento alla di lui bacheca Facebook, sulla quale una volta aveva riportato il parere di un lettore mettendolo alla berlina (cosa che dice di non aver fatto, ma ha fatto) con l’aiuto dei commentatori (tutti premi Nobel per la letteratura, immagino). Certo, è un episodio di scarsa rilevanza, ma a me aveva colpito la piccola malignità del gesto, specie da parte di uno che si è occupato della cosa e che sulle vendite e sul pubblico deve contare.

Da questo singolo episodio (singolo, come ho detto, perché sono sicura che altrimenti avrei avuto molta carne al fuoco) siamo passati all’accusa di fare gli stalker sulla sua bacheca, i cui contenuti sono pubblici e dunque privi di filtro e alla mercé di tutti. Accusare di stalking una persona che ha letto un contenuto pubblico su un social network è, credo, la cosa più assurda e anche, in un certo senso, divertente che mi sia mai capitata da quando frequento Internet. Sono parole pesanti e diffamatorie che sfiorano un reato, a mio parere (un parere ben confortato da vicende legali di cui sono a diretta conoscenza). Ah, mi sono dovuta sorbire anche il verbo “lurkare”, cosa non bisogna sopportare su questa terra….E l’accusa di essere la stessa persona di Strampamolly? Vogliamo parlarne? La sicumera ostentata nello svelarmi (secondo il sig. Traduttore il resto del mondo vive nelle tenebre dell’ignoranza) l’esistenza degli IP ha costituito un altro momento di irrefrenabile ilarità: non temo nessuna verifica del mio IP, che è solo mio, così come io sono solo io, al contrario di fulgidi esempi anche “editoriali”.

In seguito, grazie ad amici che mi hanno segnalato la cosa, ho visto che il signore continua a parlarne su Facebook e su Twitter, riproponendo l’assurdità dello stalking e dandomi della troll (questo, però, dopo aver detto detto che sono una lurker: ma i troll non sono quelli che rispondono a catena? Solo io vedo l’incoerenza?). A me risulta che sia venuto lui sulla mia pagina aNobii: io, con lui, non ho avuto nessun contatto. E neanche scomodando tutti gli angeli del paradiso potrebbe dimostrare il contrario, visto che è sotto gli occhi di tutti.

Ultima nota: tra i commentatori furbi c’è un personaggio che fa parte di un certo sito italiano dedicato al mio scrittore preferito. Costui scrive “sono le stesse persone che hanno fatto fuggire Dobner e sono state cacciate con disonore dal nostro sito” (cito a memoria). Ecco, un caso patente di manipolazione della realtà: primo, da quel sito me ne sono andata da sola; sapete, preferisco un ladro o un truffatore, un evasore fiscale, ma non ho mai sopportato la disonestà intellettuale. Me ne andai da bannata, ma perché li costrinsi a farlo. Se fossero onesti lo direbbero. Per fortuna anzi per pigrizia, ho ancora tutte le mail di quel periodo, per cui ci metterei due secondi a sbugiardare quel personaggio, qualora ne avessi voglia. Ma credo non meriti tanto affanno: anche il risentimento va riservato a chi lo merita, a chi ne è degno, e non è questo il caso.

In secondo luogo, io sono in ottimi rapporti con Dobner (non lo sento da un bel po’) e così altri: c’è qualcosa che si chiama stima e che è possibile solo coi signori.

Spero che la cosa si chiuda qui: io non nutro rancore verso nessuno, semmai mi prende una certa pena, ma non è garantito che io non perda la proverbiale pazienza sentendomi ancora insultare come stalker e troll.

Annunci

3 commenti

Archiviato in Senza categoria

3 risposte a “Empty devils (Wu Ming 1, mi manchi)

  1. Col sig. traduttore ho discusso anch’io, su FB. Ho spiegato che dopo l’indegna traduzione di Joyland avevo preferito acquistare DS in lingua originale (leggo l’inglese senza problemi, e spesso acquisto le traduzioni italiane per pura pigrizia). Io sono quella che ha recensito Joyland dicendo che sembrava tradotto dalla sciura Mariuccia, se vai su anobii, ombraluce ovvero il gatto con la mosca al naso, per la croncaca. Avendo acquistato l’edizione americana che ho trovato qui a Berlino, non potevo certo sapere che il traduttore fosse lo stesso.
    Devo dire che dopo un inizio “civile” alla fine ha perso un po’ le staffe, soprattutto quando gli ho spiegato che certi infortuni capitano a tutti, cosa che so bene facendo l’editor di mestiere.
    Mah, vabbè, continuerò a leggere King in inglese…

  2. Come sai, sono entrato di diritto nel Guinness dei Bannati. La Rete pullula di personaggi prosopopeici che non sopportano critiche alla propria (supposta) autorevolezza di pensiero e usano termini quali “stalker” nei modi più impropri e cretini. Ahi ahi, la malafede! che cuociano nel proprio brodo – questi miserabili tromboni – e si parlino addosso per l’eternità!

  3. L’ha ribloggato su TEVIS & PARTNERSe ha commentato:
    La nostra Agenzia si sta occupando anche della traduzione degli ultimi romanzi di Stephen King: il neo-traduttore, Giovanni Arduino, si sta dimostrando inesperto e poco competente, e sta contribuendo a deprimere le vendite di Stephen King in Italia, che sono ormai giunte al minimo storico.
    Risulta altresì che, quando nei social network il problema viene fatto notare, lo stesso neo-traduttore Giovanni Arduino si spenda in reazioni intensamente ostili e in attacchi ad personam, in stile giovanilisticamente intollerante.
    Un brutto destino, quello che sembra attendere un mostro sacro mondiale come Stephen King.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...